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Conoscere il vino di casa miscusi: la nostra vendemmia

Tags: vino, ristorante, miscusi family

Dai vigneti  alle tavole

Quando venite a trovarci nei nostri ristoranti di pasta, oltre a un bel piatto di pasta fresca, ci piace farvi trovare brocche di ottimo vino con cui riempire i vostri calici.
Ormai ci conoscete da un po’ e sapete che quello che vogliamo di più è farvi sentire a casa: ci premuriamo di essere sempre accoglienti e sorridenti ma, soprattutto, di avere con voi un rapporto diretto e trasparente.
È per questo che nei nostri ristoranti i pastifici sono ben in vista e, in fondo, anche tutta la nostra comunicazione si basa sul desiderio di raccontarvi chi siamo, cosa facciamo e quali prodotti scegliamo di offrirvi ogni giorno. 

Così, durante gli ultimi giorni di settembre, abbiamo deciso di organizzare un piccolo viaggio a Frassené, in Veneto, per andare a visitare i luoghi dove nasce l’uva del nostro vino della casa. L’idea era quella di conoscere ogni passaggio della produzione vinicola, dalla raccolta, alla pigiatura, alla fermentazione, per essere certi di mettere in tavola sempre il meglio. 
Dopotutto, non è così che si fa in famiglia?

 

Vendemmia in famiglia - Come da bambini

La giornata che abbiamo trascorso ci ha ricordato le gite che facevamo quando eravamo piccoli e andavamo a scuola: ci siamo ritrovati in aperta campagna, in mezzo a ettari di viti, pronti e super carichi per iniziare a vendemmiare

La vendemmia è uno dei rituali più antichi della storia, una tradizione tramandata da generazioni che, nel corso dei secoli, ha sempre avuto lo scopo di rinsaldare il legame tra l’uomo e il territorio. Il termine deriva dal latino “vindemia”, che è l’unione delle parole “vinum” (vino) e “demere” (levare), e si riferisce quindi soltanto alla fase della raccolta dell’uva, a cui abbiamo partecipato attivamente.

Il periodo dell’anno più adatto per vendemmiare varia a seconda della tipologia di uva e del vino che si vuole ottenere. Possiamo però dire che generalmente i mesi ideali sono agosto, settembre, ottobre e novembre. L’importante è che l’uva abbia raggiunto il giusto grado di maturazione: deve essere bella, succosa, zuccherina e profumata.

Certo, la raccolta manuale come l’abbiamo fatta noi, tutti insieme in gruppo, è un’esperienza divertentissima e molto affascinante, oltre al fatto che consente di scegliere con attenzione solo gli acini migliori, ma non è l’unica. Di solito le grandi aziende ricorrono anche alla raccolta meccanica effettuata con una vendemmiatrice, ma questa modalità, non essendo selettiva, a volte rischia di mescolare anche l’uva danneggiata. Forse sembrerà un’ovvietà dirlo, ma per produrre un buon vino, l’unica cosa che davvero conta è che la materia prima sia buona.

 

Vendemmia in famiglia - Passo dopo passo

Noi ci siamo fatti raccontare nel dettaglio ogni aspetto del processo produttivo, anche quelli a cui purtroppo, per necessità, non abbiamo potuto assistere direttamente. 

  1. Raccolta: dopo aver trascorso le prime ore della mattina - quelle più fresche, come ci hanno raccomandato - a riempire di grappoli le nostre ceste, ci siamo spostati nelle cantine (ah sì, ovviamente nel frattempo non ci siamo fatti mancare la classica merenda del contadino, con tanto di prosecco, salame e formaggio).

  2. Pigiatura: qui è iniziata la pigiatura, una fase che deve necessariamente essere compiuta subito dopo la raccolta, per evitare che gli acini si deteriorino. Di solito si utilizzano macchine pigiadiraspatrici, ma noi abbiamo voluto vivere un’esperienza di altri tempi e così - piedi scalzi e polpacci all’aria - abbiamo pestato il vino in grandi vasche di legno, proprio come facevano i nostri nonni.

  3. Fermentazione: il mosto ricavato dalla pigiatura viene poi pompato in vasche chiamate fermentatori (che possono essere in acciaio inox o, nei casi più pregiati, in botti di Rovere), dove comincia appunto la fermentazione alcolica. Il tempo della fermentazione varia a seconda del prodotto finale che si desidera ottenere: può durare da 1 giorno a 1 settimana nel caso dei fermentatori in acciaio, mentre da 7 a 20 giorni per le botti in legno

  4. Invecchiamento e imbottigliamento: a questo punto il vino subisce un processo di rifermentazione o invecchiamento, che dir si voglia, e poi viene imbottigliato. A quel putno, finalmente, arriva sulle vostre tavole. 

 Un processo lungo ma ne vale la pena, anche perchè un bicchiere di vino ogni tanto ha anche effetti favorevoli anche sul nostro organismo. Secondo il regime della Dieta Mediterranea, il vino, assunto in dosi moderate, è una preziosa fonte di nutrimento. Del resto lo dicevano anche le nostre nonne che “vino rosso fa buon sangue”, un vecchio detto che fa indirettamente riferimento alla presenza di antiossidanti naturali che limitano la formazione di trombi e l’occlusione delle arterie.

 

Il vino della casa - La scelta migliore per noi e per l'ambiente 

Tante volte ci sarà capitato di sentire (o di pensare) che nei ristoranti il vino della casa sia di scarsa qualità. Ecco, come avrete capito, a noi non piace credere ai luoghi comuni, soprattutto quando sono falsi (come quando dicono che la pasta faccia ingrassare o non possa essere mangiata di sera, ma di questo ne abbiamo già parlato in un altro nostro articolo sul blog). 

Infatti noi abbiamo preferito optare per un vino della casa (che quindi, per intenderci, non è in bottiglie di vetro ma in confezioni più grandi, chiamate bag-in-box, che vengono spillate nelle brocche nei nostri ristoranti) per due principali motivi: 

  • maggior qualità: il vino confezionato in bag-in-box, infatti, mantiene meglio le sue proprietà organolettiche. Nella fase di riempimento, nel caso del bag-in-box, il vino entra meno in contatto con l’ossigeno, di conseguenza ossidandosi meno. In più anche la conservazione risulta migliore. 

  • maggior sostenibilità: intanto, il cartone è molto meno pesante del vetro e quindi migliore per i trasporti, soprattutto a lungo raggio. In più è un imballaggio leggero, composto con materiali riciclabili. In ultimo, siccome si tratta di confezioni mediamente da 5 litri, si utilizza meno packaging rispetto alle bottiglie per le stesse quantità di vino

Il pregiudizio che da sempre vuole il vino della casa come prodotto di scarsa qualità non arriva dunque da motivazioni reali ma piuttosto dal fatto che a lungo molte cantine hanno ritenuto l’immagine del bag in box svilente per il loro prodotto e quindi lo hanno rifiutato a prescindere, lasciando così che a utilizzare questo confezionamento (un po’ più asettico) fosse solo chi non aveva un vino di qualità e una corrispondente immagine di qualità da proteggere.

È anche per sfatare questa credenza diffusa che abbiamo deciso di vedere con i nostri occhi quello che accade nell’azienda vinicola da cui ci riforniamo, perché se si lavora bene e ci si preoccupa che l’uva sia sempre eccellente, sarà impossibile non produrre un vino altrettanto eccellente. 

 

Ora possiamo dirlo con certezza: il vino che trovate da noi è un prodotto buono ed ecologico.
E poi il vino fa parte della nostra storia e della nostra cultura, ci ricorda i brindisi delle domeniche a pranzo, le feste, i momenti belli che abbiamo condiviso con le nostre persone preferite. Insomma, se è vero che la pasta unisce e rende felici, con un bicchiere di vino si sta davvero insieme per sempre.