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La nostra risposta all’emergenza Covid-19

Tags: beneficenza, solidarietà, covid,

Beneficenza e catene di solidarietà

Il 9 marzo abbiamo chiuso i nostri ristoranti, dieci sparsi in cinque città del nord Italia: Milano, Torino, Bergamo, Pavia, Firenze e Verona. Il 9 marzo tutti noi - la miscusi family ovvero più di 300 dipendenti - abbiamo dovuto reinventare la nostra quotidianità, insieme: niente più pranzi chiassosi, cene cantate, lunghe chiacchierate davanti a un piatto di pasta, sorrisi grandi ai nostri ospiti e abbracci ai più affezionati, quelli che ormai conosciamo per nome.

Così, in questo cambio di rotta forzato, ci siamo concessi un po’ di tempo per prendere le misure, raccogliere le energie e provare a fare del nostro meglio per dare una mano anche in una situazione tanto inaspettata.

A quasi due mesi da quel 9 marzo vogliamo raccontarvi ciò che sono state, per noi, queste settimane e tutti i piccoli gesti in cui ci siamo impegnati per aiutare chi ha vissuto e tuttora vive l’emergenza in prima linea. Perché siamo felici di condividere le nostre scelte con voi e perché, forse, mettere in ordine i fatti può aiutare a mettere in ordine anche le idee.  

9 marzo: Le nostre scorte a chi ne ha bisogno

Chiudere un ristorante da un giorno all’altro significa fermare l’attività con dispense, frigoriferi e magazzini ancora pieni. Così, la prima cosa da fare diventa la conta delle scorte per limitare gli sprechi e utilizzare al meglio tutte le rimanenze.
Per noi questo meglio è stato regalarle ad associazioni caritatevoli, attive sul territorio di cui i nostri ristoranti fanno parte. In particolare, abbiamo scelto associazioni che si occupano di supportare famiglie indigenti e senzatetto. Ci fa piacere citarle per ringraziarle per il grande lavoro quotidiano e l’impegno incondizionato:

 

14 marzo: Insieme a SlowSud per arrivare negli Ospedali

A quel punto ci siamo sentiti in dovere di fare di più, di renderci utili anche per chi stava lavorando quotidianamente per noi, mettendo la vita della comunità prima della propria stessa vita.

Grazie alla preziosa collaborazione di SlowSud siamo riusciti ad arrivare negli Ospedali, per portare a medici e infermieri un po’ dell’energia di cui avevano e, sempre, hanno bisogno.

Nel dettaglio, questo per noi ha significato:

  • 1 cucina aperta, quella del nostro miscusi Isola: la più adatta a lavorare rispettando tutte le nuove norme di sicurezza
  • 3 persone coinvolte per ogni turno, sempre le stesse e scelte tra i nostri Store Manager e Assistant Store Manager, per assicurare il grado di esperienza necessario per poter gestire una situazione tanto eccezionale

Siamo partiti il 14 marzo con 100 pasti cucinati e consegnati al personale dell’Ospedale Sacco di Milano. E da quel giorno non ci siamo più fermati.

“Rendere le persone felici, diffondendo lo stile di vita mediterraneo è la nostra missione di vita, fatta di piccoli gesti quotidiani. Nel buio iniziale del Covid cercavamo una luce e così abbiamo iniziato a portare pasti agli Ospedali per sostenerli ed evitare di sprecare quello che avevamo in magazzino. Giorno dopo giorno l’emozione dei medici ci ha dato ancora più forza e da allora non ci siamo mai fermati”
Alberto Cartasegna, Fondatore e CEO di miscusi

 

21 marzo: Uniamo le forze

La settimana successiva, dopo un po’ di rodaggio, abbiamo scelto di ampliare i nostri sforzi con la pubblicazione di un form aperto a tutti gli Ospedali e le Associazioni che avessero bisogno di noi e di un pasto caldo, così da riuscire a soddisfare quante più necessità possibili.

A un paio di giorni dal lancio del nostro form, abbiamo raggiunto anche persone deboli e messe a dura prova in questo periodo di emergenza come senzatetto e famiglie indigenti. Ci siamo riusciti grazie ad Associazioni che ogni giorno e da sempre si occupano di loro:

Oltre a queste Associazioni, abbiamo continuato il nostro lavoro negli Ospedali, aggiungendo all’Ospedale Sacco altre sette strutture: San Raffaele, ICCS, Gaetano Pini CTO, San Giuseppe, San Carlo, Humanitas e Niguarda.

Ogni settimana, nella nostra cucina viene preparata una media di 500 pasti.
Per riuscire a consegnarli tutti in modo efficace ci siamo rivolti da subito al supporto fondamentale dei volontari di SOS Milano, SOS Lambrate e City Angels.

12 aprile, Pasqua: Una catena di solidarietà e una festa per i nonni soli

Una catena di solidarietà

Insieme ai nostri pasti caldi, così, si è diffusa anche la notizia di questi gesti di solidarietà tanto che amici, collaboratori e produttori che ci affiancano da sempre si sono proposti per dare il loro contributo.

“Tanti amici ci hanno scritto per offrirci il loro aiuto così abbiamo abbracciato la solidarietà di chi condivide i nostri valori. Pino Cuttaia, tra i primi. Un amico che, come solo lui sa fare, con un semplice sugo ha raccontato un’emozione che ti rende felice, poi Barilla e altri undici fornitori che ringrazio”
Alberto Cartasegna, Fondatore e CEO di miscusi

Il giorno di Pasqua questa grande catena di solidarietà è arrivata negli Ospedali milanesi con 300 pranzi molto speciali, preparati da così tante mani da non riuscire a contarle tutte: quelle di BarillaPino CuttaiaGreci Industria AlimentareI ContadiniCaseificio GennariLa Golosa di PugliaAgromonteDrago Conserve , BsGelatiPastiglie LeoneTomarchio BibiteTerre Francescane & GradassiDOT Horeca SolutionsRunway Network e dalle nostre.

Pino Cuttaia, amico e chef stellato, dalla sua Sicilia ha preparato un sugo dedicato proprio a questa occasione speciale, “A milanisi”.

“A milanisi rende omaggio al legame profondo e storico tra il sud e il nord, un rapporto che vive non solo nei sapori del passato ma che si rinnova nel presente – questo difficile presente - come una dedica affettuosa” ha raccontato Pino Cuttaia.

"Ringraziamo miscusi di questa meravigliosa opportunità: se non c’è anche solidarietà non possiamo considerare completa la missione di un’impresa” ha commentato Luca Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla.

Una festa per i nonni soli

Come ogni famiglia, anche la nostra ha le proprie tradizioni, specialmente nei giorni di festa. Ogni anno infatti, a Natale e a Pasqua, siamo soliti organizzare un pranzo speciale. Apriamo le porte di uno dei nostri miscusi e invitiamo ospiti a cui vogliamo bene e con cui passare la giornata: anziani soli, minori non accompagnati, senzatetto e famiglie, persone che altrimenti non avrebbero nessuno con cui festeggiare o non ne avrebbero le possibilità. L’emergenza Covid-19, purtroppo, quest’anno non ci ha permesso di trascorrere la Pasqua come al solito ma questo non ci hanno impedito di trovare un bel modo per essere vicini anche a distanza ai nostri soliti compagni di feste.

In un momento di isolamento come quello imposto dall’emergenza Coronavirus, gli anziani sono una delle categorie più fragili, spesso soli e in condizioni economiche difficili.
Solo a Milano sono 318 mila gli over 65 e, secondo l'ultimo censimento, in 120 mila vivono da soli.
Perciò i nostri sforzi si sono rivolti con grande energia anche a loro.

Approfittando della neonata Miscusi Bottega, siamo riusciti ad arrivare direttamente nelle loro case con 152 pacchi di trofie e 280 vasetti di condimento per un totale di 110 anziani. Ciascuno dei nostri nonni milanesi ha ricevuto il proprio cesto con un bigliettino scritto a mano da parte nostra, un piccolo gesto che sappiamo renderli molto felici.

Anche questa volta, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’aiuto di Associazioni quali Fondazione Somaschi, La Tenda Onlus e Opera Cardinal Ferrari.

Grazie

In queste settimane non ci siamo mai fermati (salvo nella giornata di Pasquetta, che abbiamo tenuto libera per festeggiare in videochiamata con le nostre famiglie) e abbiamo contato 3500 pasti preparati, tra pranzi e cene, tra il 9 marzo e il 30 aprile.

In questa battaglia collettiva i nostri pasti caldi non sono stati solo “comfort food” ma sono diventati simbolo di unione e solidarietà, segno tangibile che, anche a distanza, è possibile essere vicini e umani. Tutto l’amore e l’impegno che abbiamo messo nel preparare questi pasti ci è tornato indietro attraverso i sorrisi, ben evidenti anche dietro le mascherine, e i tanti messaggi di ringraziamento ricevuti, tra chiamate, video, foto e frasi che ci hanno riempito il cuore. E noi non potremmo esserne più fieri e grati.

Sono stati due mesi intensi e tutti nuovi, vissuti in un clima di collaborazione tra di noi e con le numerose realtà coinvolte (imprese, associazioni e istituzioni) e, senza le quali, non saremmo mai riusciti ad arrivare tanto lontano.

In un momento così critico siamo stati testimoni di entusiasmo, empatia e voglia di fare convinti che, spesso, sia proprio dalle difficoltà che nascono le forze più sincere e che, anche con un piccolo gesto, si possa fare la differenza. 

 

Le nostre azioni solidali nei media: Rassegna stampa

  • Vanity Fair: Coronavirus: a Pasqua il pranzo solidale all'Ospedale Sacco.
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  • Affari Italiani, Il pranzo di Pasqua è solidale all'Ospedale Sacco di Milano. L'iniziativa
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  • Il Messaggero, Pranzo solidale per medici e infermieri all'ospedale Sacco di Milano: cucinerà lo chef stellato Cuttaia
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  • Food Community, Il pranzo di Pasqua è solidale con miscusi, Barilla e Cuttaia
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  • MilanoToday: Coronavirus, Pranzo stellato per cento tra medici e infermieri impegnati nella lotta al Covid-19
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