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miscusi farm: da terra nasce casa

Tags: progetti, sostenibilità, food, pasta

Il primo capitolo di un grande progetto

Oggi per noi è un giorno speciale perché vogliamo raccontarvi di un nostro nuovo grande progetto a cui lavoriamo da mesi e che ieri sera ha iniziato a diventare realtà.

 

MISCUSI FARM: una cucina centrale e molto di più

La novità è questa: dopo 2 anni, 7 ristoranti, 70 mila ospiti accolti ogni mese e 200 persone che sono parte della miscusi family, abbiamo deciso di creare una grande cucina centrale che avrà la forma di una cascina, appunto, con attorno animali, campagne e sicuramente un po’ di silenzio in più rispetto a quello a cui siamo abituati in città. La miscusi farm sarà per noi un modo di controllare l’intera filiera miscusi, dalle materie prime al pacchero tricolore, limitando l’impatto ambientale e continuando a percorrere la strada della sostenibilità che abbiamo scelto fin dal primo giorno. Ma non sarà solo questo: diventerà un centro di ricerca e sviluppo sui temi dell’agroalimentare e della sostenibilità, oltre che di produzione di alcuni nostri prodotti. Diventerà un luogo in cui incontrarsi, imparare, condividere idee e, ovviamente, mangiare un piatto di pasta. Al primo piano, infatti, ci sarà anche un miscusi sperimentale e più agrituristico, che servirà chi lavora lì intorno e ci consentirà di testare le nuove squadre, prima delle nuove aperture per esempio. Avremo così più spazio e tempo da dedicare alla formazione e alla crescita dei nostri ragazzi, facendogli vivere e respirare il DNA di miscusi.

 

 

NEORURALE HUB: un posto speciale

Già così per noi è un progetto davvero speciale. Ma per renderlo ancora più grande, per la nostra miscusi farm abbiamo scelto uno spazio incredibile, ovvero NeoruraleHub. NeoruraleHub è tante cose ma si può riassumere in un paio, entrambe di casa a Giussago, a qualche chilometro da Milano:

  • un centro di innovazione aperto a startup e aziende che lavorano per un futuro sostenibile (proprio come da sempre ci impegniamo a fare noi)
  • un ambiente in cui si produce ambiente

 

Centro d’Innovazione

NeoruraleHub nasce dall’eredità di Giulio Natta (premio Nobel per la chimica nel 1963) e da decenni di ricerca e sviluppo in tema di ambiente e agricoltura con l’obiettivo di portare a una società sostenibile e rispettosa, che lasci spazio alla rigenerazione della biodiversità e al risparmio delle risorse naturali. Da qui nasce l’Innovation Center Giulio Natta, un luogo che approccia la sostenibilità in modo nuovo, utilizzando l'innovazione open source e l'apprendimento dalla natura per sviluppare tecnologie e soluzioni all’interno della Blue Economy. L’Innovation Center Giulio Natta è un luogo che stimola la creazione di reti di aziende, start-up e centri di ricerca nel settore agroalimentare, con l’obiettivo di allontanarsi dall’utilizzo di combustibili fossili e fertilizzanti, risparmiando risorse naturali e producendo alimenti di alta qualità ma in modo sostenibile, appunto.

 

Ambiente che produce ambiente

NeoruraleHub è anche 1700 ettari di terreno scelti per migliorare il "deserto agricolo" dell'Italia settentrionale, dove la terra è sfruttata in modo intensivo per produrre cibo senza lasciare spazi rilevanti per animali e flora. Negli anni sono stati piantati circa 1,8 milioni di alberi e sono state create zone umide e di filtraggio per la protezione del suolo e la depurazione delle acque. Alla natura è stato permesso di ricominciare, dimostrando che la biodiversità può essere ricreata anche laddove le attività umane e l'urbanizzazione l'hanno ridotta per decenni. In pochi anni la natura può recuperare i danni creati nei secoli tanto che, ad oggi, i terreni di NeoruraleHub sono tornati all’anno 1000 d.C. in termini di biodiversità, mentre la fertilità è cresciuta del +153%.

 

 

I NOSTRI PERCHÉ: da dove nasce la miscusi farm

La miscusi farm nasce da una domanda: come daremo da mangiare in modo sostenibile a 10 miliardi di persone nei prossimi 30 anni?

Le previsioni, infatti, stimano che entro il 2050 ci saranno circa 3 miliardi di bocche in più da sfamare. Questo significa domandarci se lo stile di vita che oggi conduciamo ci faccia stare bene e sia, sul medio-lungo periodo, sostenibile. Oggi si parla molto di cambiamento climatico e di abuso di plastica, mentre si parla meno di agricoltura, cibo e sovrappopolamento. Per noi però, che ci confrontiamo ogni giorno con questi temi, è molto importante riflettere e lavorare per trovare soluzioni al problema, anche se poco considerato.

 

LA NOSTRA RISPOSTA: la Dieta Mediterranea

La risposta alle nostre domande sul futuro è la Dieta Mediterranea. Noi crediamo e vogliamo un futuro Mediterraneo, uno stile di vita (come vuole l’etimologia della parola dieta, dal greco diaita, modo di vivere, appunto) fatto di condivisione, ospitalità, dialogo, creatività, diversità e mangiar sano.
Dieta Mediterranea significa mettere al centro della propria tavola la pasta, i cereali, le verdure, l’olio d’oliva e un buon bicchiere di vino; significa tornare a imparare dalla terra, dai suoi ritmi e dai suoi frutti. Affrontare i prossimi trent’anni di forte aumento della popolazione e diminuzione delle risorse del nostro pianeta, significa “imitare la natura e la sua straordinaria evoluzione invece di scontrarsi con lei creando un mondo invivibile, in primis per noi stessi. L’agricoltura si sta configurando come una delle vie percorribili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, per ridurre le patologie legate all’alimentazione e i costi connessi e per rendere le città più vivibili, creando posti di lavoro in un’economia globale stagnante. Fondamentalmente, oggi è necessario avviare una sorta di tripla rivoluzione verde: da una parte incrementare la produttività dei terreni già utilizzati senza incrementarne l’estensione e senza inquinare ulteriormente suolo, aria e acqua (una sfida avvincente e fattibile dell’innovazione e dell’ingegno umano) e dall’altra quindi ridurre gli impatti ambientali e gestire in maniera sostenibile le risorse idriche” (1).

 

 

Il futuro ha quindi a che fare con le nostre abitudini di oggi su cui dobbiamo continuamente interrogarci e migliorare. Mangiare hamburger e avocado toast col salmone tutti i giorni non è un modello sostenibile. Mangiare una pasta al pomodoro sì, e per questo noi abbiamo scelto di metterla al centro delle nostre tavolate (per questo e perché, secondo l’Oxfam, la pasta è il piatto più amato al mondo).

“La sostenibilità della Dieta Mediterranea è data dal fatto che, oltre ad essere la più sana dal punto di vista nutrizionale, prevede un elevato consumo di verdura, legumi, frutta fresca e secca, olio d’oliva e cereali, un moderato consumo di pesce e prodotti caseari e un ancora più moderato consumo di carne (che si trova in cima alla classifica degli alimenti più inquinanti, responsabile del 12% delle emissioni totali di gas serra) e dolci” (2).

 

Per unione, condivisione, sostenibilità e qualità l’UNESCO, nel 2010, ha inserito la Dieta Mediterranea tra i Patrimoni Intangibili dell’Umanità; la FAO tra i modelli agroalimentari più sostienili del pianeta e l’Organizzazione Mondiale della Sanità la considera uno dei regimi nutrizionali più salutari per l’essere umano.

 

DA TERRA NASCE CASA: 26 giugno 2019

La sera del 26 giugno è stata per noi l’inizio di questo nuovo capitolo, più maturo e grande. Abbiamo pensato che il miglior modo per inaugurare la miscusi farm fosse sederci attorno a una lunga tavolata di campagna, con le nostre famiglie e i nostri amici di sempre, quelli che ci hanno supportato e fatti crescere fin dal primo giorno. C’erano le nostre mamme pastaie, gli Spell of Ducks a cui ormai siamo affezionatissimi, Paolo, che oltre ad accompagnare le nostre cene cantate in taverna ci ha fatti divertire anche in cascina. E poi, ovviamente, c’era la miscusi family riunita (se avete visto qualche chiusura anticipata, ora sapete il perché).

 

 

Il resto ve lo racconteremo da qui in poi. Questo è solo l’inizio: non vediamo l’ora di mostrarvi tutto quello che sarà la miscusi farm.

 

La miscusi family

 

  1. Gianfranco Bologna, Agricoltura e sostenibilità: il nostro futuro nell’era degli umani, prefazione Eating Planet, Edizioni Ambiente, 2016
  2. Ludovica Principato, Dieta Mediterranea: un modello alimentare per salvaguardare il pianeta, Il Giornale del Cibo, 2016