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Le mamme (pastaie) sono sempre le mamme

Tags: eventi, miscusi family, pasta, pasta fatta a mano, tradizione

È vero che di mamma ce n’è una sola, ma è anche vero che se la famiglia è molto grande (come la nostra), è meglio averne tante.  

Da quando è nato miscusi il nostro obiettivo è stato quello di creare un luogo che sapesse di casa, con la stessa atmosfera della cucina della nonna, dove chiunque potesse sentirsi bene e a proprio agio. Per farlo ci siamo impegnati a prepararvi lunghe tavolate, con sedie piene di cuscini, chitarre ai muri e piante come quelle che tutti noi abbiamo sul balcone; in più vi promettiamo i nostri sorrisi ogni giorno e, sempre, vi parliamo proprio come parliamo a degli amici, perché è questo che siete per noi.  

Siamo una famiglia giovane, quindi ci sono tante cose che cambiano e migliorano nel tempo, ma ce n’è una che resta sempre uguale, quella più importante: la nostra idea di pasta, quella che ci ricorda le domeniche mattina tra grembiuli, farina e parenti riuniti.  

Se miscusi fosse una storia il suo inizio sarebbe proprio questo. Quando diciamo pasta fatta in casa, non ci riferiamo solo al nostro pastificio, quello in cui trafiliamo la nostra pasta ogni giorno, ma anche a tutto quello che c’è dietro: la qualità degli ingredienti, lo spirito con cui cuciniamo e la sincerità delle cose semplici, che quando sono buone lo capisci subito. 

Ma, soprattutto, quando diciamo pasta noi diciamo mamma.

Ed è per questo che vogliamo presentarvi qualcuno di molto speciale: le nostre mamme pastaie.

Vi sarà capitato di incontrarle alle inaugurazioni o durante i nostri laboratori di pasta o di vederle, sempre sorridenti, in alcune delle nostre foto. Le avrete notate lì, a impastare e preparare orecchiette, tagliatelletrofie e pasta ripiena. Instancabili, velocissime e sempre piene di entusiasmo. È grazie a loro che miscusi esiste ed è grazie a loro che l’arte della pasta fresca, a cui tanto teniamo, verrà tramandata ancora per un bel po’.  

Alcune delle nostre mamme pastaie sono davvero le nostre mamme altre, invece, si sono meritate il titolo ad honerem. In ogni caso tutte, a modo loro, rappresentano quello che, per noi, è l’idea di fondo di miscusi: una famiglia tenuta insieme dalla voglia di trasmettere una bellissima tradizione

 

Mamma pastaia Angela 

Originaria della Puglia, Angela vive a Milano ed è la mamma di uno dei nostri Founder, Filippo. Anche se ha trascorso gran parte della sua vita nella città lombarda, si sente ancora molto vicina alle sue tradizioni, fatte di gesti, odori e rumori che le ricordano le domeniche passate in campagna con la famiglia, o le lunghe tavolate organizzate subito dopo la fine della vendemmia. Ma come portare un po’ di Puglia su al Nord? La risposta per Angela è semplice: preparando la pasta in casa e tramandando questo rito anche ai suoi figli. 

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: ovviamente la mamma e la nonna, "le cuoche migliori di tutte". 
  • Qual è il suo segreto in cucina: tutti dicono che la cucina è precisione, ma per Angela il vero segreto è "fare a occhio". Certo, è un’abilità che va affinata con il tempo e con la pratica, ma buttarsi e lasciarsi ispirare porta sempre grandi risultati. 
  • La sua pasta forte: le orecchiette della tradizione pugliese. Da condire rigorosamente con pomodoro e ricotta salata d’estate e con cime di rapa d’inverno. 

 

Mamma pastaia Oriella 

Nata da mamma siciliana e papà emiliano, Oriella cresce a Genova, immersa nella tradizione della pasta fatta in casa. Fin da ragazzina ha due grandi passioni: l’arte e la cucina, che sono un po’ il suo modo per esprimersi e per dimostrare affetto alle persone a cui vuole bene. Dopo aver studiato al liceo artistico, da Genova si trasferisce a Milano. Qui inizia a lavorare come Building Manager per le Poste, si sposa e costruisce la sua famiglia. È convinta che la pasta unisca le persone e tiri fuori il meglio di loro. Per questo ha voluto trasmettere quest’amore anche ai suoi due figli: Chiara e Alberto, che, guarda caso, è proprio uno dei nostri Founder.  

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: tre donne. Prima di tutto la nonna Stella che, piccina com’era, "si era fatta fare uno sgabello per raggiungere la madia e preparare la sua insuperabile lasagna". Poi Olga, la zia emiliana, che quando faceva i cappelletti "tirava la pasta con il mattarello fino a farla pendere giù dal tavolo". Infine la suocera Graziella, piemontese DOC, con la quale ancora oggi, fino a tarda notte, piega raviolicorzetti pansotti con ripieni di erbe matte. 
  • Qual è il suo segreto in cucina: stare insieme. Cucinare in compagnia vuol dire fare famiglia. "Credo che questo sia l'unico modo per preparare dei piatti buonissimi".  
  • La sua pasta forte: tutta la pasta ripiena, dai pansotti ai corzetti, che durante le inaugurazioni dei nuovi miscusi realizza con uno stampino ad hoc. 

 

Mamma pastaia Carmela 

Carmela nasce e cresce a Foggia, dove rimane fino ai diciotto anni. Poi si mette in testa di studiare Ingegneria e si sposta a Napoli per frequentare l’Università. Tutto procede secondo i piani, fino al giorno in cui cinque amiche le propongono di fare una gita a Roma. Carmela accetta, ma ancora non sa che le amiche l’hanno iscritta a un concorso pubblico per entrare all’INPS. Carmela lo prova, e lo supera al primo tentativo. Questo vuol dire lasciare Napoli e trasferirsi al Nord, a Milano, la città dove vive, insieme al marito, ormai da 37 anni.  

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: si può dire che Carmela abbia iniziato a fare la pasta per necessità, dopo il matrimonio. "Quando ero piccola la mamma e la nonna preparavano le orecchiette in casa ogni domenica, ma io mi ero sempre limitata a restare un po’ in disparte". Dopo essersi sposata le viene voglia di ritrovare il sapore della pasta che mangiava da bambina, così si mette davanti a un tavolo, lo imbianca di farina e inizia a impastare. All’inizio non va tutto perfettamente, le ci vuole un po’ di tempo per prenderci la mano, "ma alla fine ce l'ho fatta alla grande" (con qualche aiuto della mamma per telefono, ça va sans dire). 
  • Qual è il suo segreto in cucina: sperimentare, provare e riprovare. Non spaventarsi davanti al fallimento. "Se ci si impegna un po', niente è impossibile". 
  • La sua pasta forte: dopo vari tentativi, Carmela è diventata la regina di tutta la pasta pugliese, dalle orecchiette ai cicatelli, dai troccoli ai maritati. Ma, udite udite, anche il pacchero le viene molto bene. Se poi è destinato a diventare un pacchero tricolore, ancora meglio.  

 

Mamma pastaia Filomena 

Pugliese di nascita, milanese di adozione. Filomena lavora come insegnante della scuola materna e per lei pasta fresca significa correre veloce dopo scuola per tornare a casa. In Puglia, si sa, preparare le orecchiette nei giorni di festa è legge, e imparare a farle "un dovere morale". Ma in una famiglia numerosa, a volte, bisogna ottimizzare i tempi e dividersi i compiti: c’è chi fa la pasta e chi, invece, come Filomena, si occupa del sugo. Per anni vede fare la pasta, ma non ci si dedica mai veramente. "Mi sarebbe piaciuto, soprattutto dopo il matrimonio, ma a casa c'erano sempre troppe cose da fare e, se avevo un po' di tempo, preferivo sempre preparare condimenti e salse" (che, va detto, le vengono piuttosto bene). Finché un bel giorno arriva miscusi, e le fa tornare la voglia di recuperare quell’antico gesto che vedeva sempre fare alla sua mamma e alla sua nonna. Et voilà, ci diventa mamma pastaia: come se non avesse fatto altro da tutta la vita. 

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: la nonna, dopo scuola o la domenica mattina. "Prendevo una sediolina, mi mettevo accanto a lei e la guardavo in silenzio mentre impastava le orecchiette".
  • Qual è il suo segreto in cucina: scegliere sempre prodotti buoni. "Il resto vien da sè".  
  • La sua pasta forte: le orecchiette della nonna, i maccheroncini e anche le tagliatelle (da condire, ovviamente, con un sugo speciale). 

 

Mamma pastaia Michela 

Originaria di Palermo, Michela si trasferisce a Milano insieme alla famiglia all’età di quattordici anni. Nella grande città, però, c’è qualcosa che non la convince del tutto. Per questo, quando di anni ne compie diciotto, fa le valige e va a vivere a Perugia. Inizia a lavorare come sarta per l’azienda di Brunello Cucinelli e trova l’amore: l’uomo che diventerà suo marito e papà delle sue due bambine. Quel che è certo è che a Michela i cambiamenti non fanno paura: da Perugia si sposta ad Orta, a Roma, a Bari, per poi riapprodare a Milano. Sperimenta diversi lavori, si dedica a fare la mamma a tempo pieno e, alla fine, decide di aprire La Pasteria da Michela, il suo pastificio in Viale Monza 256.  

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: c’è chi dice la mamma, c’è chi dice la nonna, c’è chi dice la zia. Michela invece ha una storia tutta particolare, perché l’arte della pasta gliel’ha trasmessa la signora Maria, una donna conosciuta durante il periodo in cui faceva volontariato con gli anziani. È stata lei a insegnarle a preparare le tagliatelle, gli strangozzi e, naturalmente, i cappelletti - "ne facevamo tantissimi, soprattutto prima del periodo di Natale" -. 
  • Qual è il suo segreto in cucina: per Michela, in cucina non ci sono segreti né trucchi. "Ma di sicuro ci deve essere tanta passione". 
  • La sua pasta forte: ravioli e tortelli fatti a mano sono in assoluto il suo cavallo di battaglia. Per noi si diverte moltissimo a realizzare i paccheri (che consiglia di mangiare con pesto di pistacchi e pinoli). 

 

Mamma pastaia Mariangela

Mariangela viene dal Piemonte, o meglio dal basso Piemonte, o meglio ancora da Borghetto di Barbera. Da brava piemontese, è super affezionata alla sua terra, tanto da trascorrerci praticamente tutta la vita, prima lavorando come parrucchiera, poi come impiegata delle Poste. Adesso, che un po’ di tempo è passato, si gode la pensione e, soprattutto, i suoi nipotini.  

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: fare la pasta, per Mariangela, è naturale come respirare. Da quando è bambina, in casa sua, si è sempre cucinato tantissimo. "Sono cresciuta in campagna, quindi tutto quello che c'era sulla nostra tavola era stato fatto in casa: la pasta, il pane, il sugo... pensa che la mia mamma faceva perfino il formaggio da sola". 
  • Qual è il suo segreto in cucina: la pazienza. La pasta insegna, tra le altre cose, che è sempre fondamentale prendersi cura di quello che si fa. "Per fare una buona pasta, non servono altro che tempo e attenzione. Non so dire se è proprio un segreto, ma è tutto quello che so". 
  • La sua pasta forte: i cappelli del prete sono la specialità di Mariangela. Se vi state chiedendo di cosa si tratta, vi consigliamo di immaginare una trofia che incontra un’orecchietta. Da noi, invece, la vedrete particolarmente felice mentre trafila delle belle tagliatelle

 

Mamma pastaia Marilena 

Di origini siciliane, anche Marilena ha lasciato la sua regione per trasferirsi a Milano. Qui lavora, fa la mamma e, appena ha un po’ di tempo libero, si mette a cucinare. È un gesto che la rilassa, "è un modo per fare qualcosa di bello per le persone che amo". Basti pensare che ha imparato a fare le orecchiette subito dopo il matrimonio perché il marito, come tutti i bravi pugliesi, era abituato a mangiarle ogni domenica.  
"Alla pasta non riesco a dire no: anche se a volte sono un po’ stanca, anche se ho molto da fare, cerco sempre di riuscire a riunire la famiglia per cucinare tutti insieme".  

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: in Marilena convivono due tradizioni: quella siciliana e quella pugliese. Dalla mamma ha imparato a preparare due piatti tipici ragusani, i cavatelli e i ravioli di ricotta; mentre dalla mamma di sua suocera ha imparato a fare le orecchiette
  • Qual è il suo segreto in cucina: l’organizzazione. Quando si hanno le mani in pasta non ci si possono permettere distrazioni. Per questo bisogna aver prima preparato la tavola con tutti gli ingredienti che servono per la nostra ricetta
  • La sua pasta forte: cavatelli e tagliatelle.  

 

Pastaia Sofia

Sofia è la nostra pastaia più giovane; non è mamma ma la sua pasta è buona come se la preparasse da tutta una lunga vita. In realtà ha 26 anni e viene da Sori, un piccolo paesino in provincia di Genova, lo stesso dove sono nate le trofie. Da quando era bambina, ha sempre saputo che avrebbe voluto lavorare nel mondo della cucina e del resto non c’è da meravigliarsi: dal 1900 la sua famiglia possiede un bellissimo pastificio ligure e Sofia è cresciuta circondata dai valori del mangiare sano e bene. Quando era ragazzina ha lavorato di tanto in tanto nel pastificio dei suoi per dare un mano, poi ha frequentato Scienze Gastronomiche all’Università di Bra e poi ancora è tornata a casa. Ora si occupa del reparto produzione e comunicazione dell’azienda di famiglia, appunto, ma non poteva non imparare anche lei a impastare

  • Chi le ha insegnato a fare la pasta: in realtà Sofia ha imparato a impastare pochi anni fa, nel 2017. "Ho frequentato un laboratorio tenuto da mia zia e dalla signora Assuntina, due vere esperte". Per ora l’unica pasta che sa fare sono le trofie. In compenso, le vengono benissimo. Si è appassionata all’arte della pasta in poco tempo ma quello che l’ha conquistata di più è la storia che si nasconde dietro le trofie: il fatto che in passato venissero lavorate dalle donne del paese per poi essere raccolte, di casa in casa, dai raccoglitori del pastificio.  
  • Qual è il suo segreto in cucina: "Io credo che ci sia bisogno solo di forza di volontà. Un po' come per tutto nella vita". 
  • La sua pasta forte: che domande, le trofie

 

 

Ora che conoscete qualche bella storia sulle nostre mamme speriamo che possiate sentirvi ancor più a casa quando venite a trovarci.  

Abbiamo voluto presentarvele tutte, una per una, perché ciò a cui teniamo più di ogni altra cosa è condividere con voi quello che siamo e cosa facciamo. In fondo siete la nostra famiglia: a chi dovremmo raccontarlo se non a voi?   

 
Se alla prossima festa d’inaugurazione o a qualche laboratorio da noi doveste incontrare una della nostre mamme, salutatele: ne saranno felicissime. Se invece conoscete organizzatrici seriali di pranzi della domenica e produttrici di pasta fresca fatta a mano per interni condomini dite loro che vogliamo conoscerle. Attraverso il nostro sito possono mandarci qualche bella storia su di loro e diventare parte della miscusi family.  

Più mamme abbiamo, più impariamo (e impastiamo).