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Cose belle (e insolite) da vedere in Italia

Tags: Italia, estate, viaggi, cultura, curiosità, eventi

Prima di partire passate da noi, che vi prepariamo un piatto di pasta al sacco

Agosto è un mese un po’ particolare: le città si svuotano, ovunque si respira clima di vacanza, le giornate si muovono più lente e c’è finalmente il tempo per qualche viaggio.

Quindi, per questo mese, il nostro Cose belle da fare a Milano e a Torino diventa Cose belle (e insolite, aggiungiamo) da vedere in Italia così, chi rimane nel Bel Paese anche ad agosto, può comunque approfittare dei nostri consigli per una gita fuori porta. Come sempre non saranno consigli turistici ma, anzi, vi faranno scoprire posticini poco conosciuti, borghi e percorsi particolari.

Andiamo per ordine da nord a sud, più o meno: sappiate che pian piano questi posti belli andrebbero visti tutti. Quindi organizziamoci.  

 

Si parte. Buon viaggio!

 

  • CASTEL SAVOIA – Dentro una favola
    Castello – Valle d’Aosta

Una Villa Ottocentesca che ha tutta l’atmosfera di un castello delle favole. A dirla tutta è perfetta per una gita invernale, con la neve intorno e le luci accese, ma anche d’estate si presta benissimo per una gita in mezzo al verde e all’aria fresca della Valle d’Aosta. Una guida vi accompagnerà tra i corridoi, le sale lettura e i grandi scaloni raccontandovi la storia della Regina Margherita, che ne ha voluto la costruzione nel 1889 per avere una residenza per le vacanze tutta per lei, con vista Monte Rosa: hai capito la regina?

 

  • LANGHE – Colline, vino e panorami
    Zona collinare – Piemonte

Va bè, le Langhe non hanno bisogno di molte presentazioni ma valgono sicuramente un weekend. I posti da visitare (cantine, panorami, castelli e residenze) sono così tanti che è impossibile scegliere. Di sicuro Barolo è una tappa obbligatoria; dopodiché Dogliani, il panorama del Belvedere di La Morra, Serralunga d’Alba e le panchine giganti in cima alle colline. Imperdibili sono i tour delle cantine vinicole e approfittate per assaggiare alcuni dei vini più famosi d’Italia.

 

  • CRESPI D’ADDA – Camminare nella storia
    Villaggio operaio – Lombardia

Crespi d’Adda è un villaggio operaio di fine Ottocento che è diventato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Crespi' è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno Villaggio ideale del lavoro accanto al proprio opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda.

Il Villaggio Crespi d'Adda è una vera e propria cittadina costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari.

In questo piccolo mondo perfetto il padrone 'regnava' dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e 'dalla culla alla tomba', anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell'opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera ruotava attorno alla fabbrica stessa, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.

Passeggiando per le stradine di Crespi d'Adda sembra davvero di tornare indietro nel tempo.

 

  • DOLCEACQUA E APRICALE – “Gioielli di leggerezza”
    Borghi medievali – Liguria

Dolceacqua e Apricale sono due borghi dell’entroterra ligure, poco sembra Ventimiglia. Salendo dal mare verso la montagna il primo che si incontra è Dolceacqua: lo si riconosce da un piccolo fiume, il Nervia, dal ponticello che lo attraversa e dai ruderi di una fortezza sulla cima di una collinetta, luogo che segnava il confine tra Liguria e Piemonte e in cui venivano eseguite le pene capitali. Durante il Rinascimento è poi diventata una residenza signorile fortificata, arricchita di affreschi e arredi. Dolceacqua oggi conta meno di 2mila abitanti e per questo ha un’atmosfera magica e raccolta. Il piccolissimo centro è un concentrato di botteghe artigiane, chiesette, vicoletti e ristorantini,  e spesso ospita fiere, mercatini ed eventi all’aperto. Anche Claude Monet è rimasto incantato della bellezza di Dolceacqua, scegliendo il borgo come soggetto di alcune delle sue opere e definendolo “un gioiello di leggerezza”.

Proseguendo verso l’entroterra si incontra Apricale, arroccato sulle pareti delle montagne liguri. I suoi abitanti sono circa 600, l’origine è così antica da risalire all' Età del Bronzo e la bellezza così grande da essere considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Ad Apricale troverete stradine ciottolate, palazzi storici, un panorama mozzafiato e tanti eventi culturali, specialmente d’estate.

 

 

  • BUSSANA VECCHIA – Un borgo di artisti
    Villaggio artistico – Liguria

Bussana Vecchia ha una storia un po’ particolare. Sempre ligure (poco lontano da Dolceacqua e Apricale, tra l’altro), sempre un piccolo borgo e sempre arroccata sulle pendici della roccia ma con qualche particolarità in più. Nel 1887 un violento terremoto l’aveva resa inagibile, obbligando tutti gli abitanti a spostarsi circa tre chilometri più a valle, in quella che oggi è Bussana Nuova. Per decenni, così, il paesino è stato abbandonato. Solo sul finire degli anni ’50 del Novecento degli artisti, italiani e non, hanno deciso di ristrutturarlo, attratti della particolarità del posto, rendendo nuovamente agibili gli edifici danneggiati dal terremoto. Oggi Bussana Vecchia è casa di una comunità internazionale di artisti, con negozietti, botteghe artigiane e trattorie. Da vedere.

 

  • CURON VENOSTA – Memorie di un antico paese
    Borgo e lago – Trentino Alto Adige

Anche Curon Venosta ha una storia particolare quasi quanto Bussana Vecchia, questa volta però ambientata in Trentino. Il protagonista è il Lago di Resia, bacino artificiale costruito nel 1950, famoso per il campanile che spunta dalla sua superficie. La sua realizzazione, infatti, causò la scomparsa dell'antico centro abitato di Curon, che venne ricostruito più a monte. Dell’antico Borgo rimane, appunto, solo il campanile della Chiesa. Passeggiare oggi lungo le rive del lago dà una strana sensazione: immaginatevi un intero paese che lascia la propria casa natale per non rivederla più. All’epoca, infatti, questo spostamento forzato non era stato ben accolto: non erano mancate le proteste, partite dagli abitanti e arrivate fino al papa, a cui il parroco del paese Alfred Rieper aveva chiesto un’udienza.

Comunque il 16 luglio 1950, alle otto di sera le campane del campanile di S. Pietro suonarono per l'ultima volta. Tre giorni dopo gli abitanti di Curon scendevano le scale del campanile con la vecchia campana. Il 23 luglio, domenica, si cercò di far esplodere la chiesa, senza riuscirci del tutto perché il campanile rimase in piedi, e ancora oggi è lì.

 

  • CASTELLO DI SAMMEZZANO – Fossero tutte così le case di campagna
    Castello – Toscana

Il Castello di Sammezzano è un gioiello che si trova in provincia di Firenze, così suggestivo da essere stato location di numerosi film tra cui Il fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini, Sono un fenomeno paranormale di Alberto Sordi e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone con Vincent Cassel e Salma Hayek.
La storia di questo luogo è molto antica e viene fatta risalire all’epoca romana, tanto da poter pensare che ci sia passato Carlo Magno nel 780, di ritorno da Roma, dove aveva fatto battezzare il figlio direttamente dal Papa. Il castello oggi è una costruzione eclettica nello stile orientalista scelto per la ristrutturazione del 1605, quando l’edificio era una fattoria. Il suo parco è uno dei più grandi d’Italia e, negli anni, ha visto passare famiglie e ospiti molto speciali, tipo il re d’Italia Umberto I, per dirne uno. Se ci passate sentitevi liberi di atteggiarvi da reali in visita alla casa estiva.

 

  • ABBAZIA DI SAN GALGANO – C’era un’abbazia molto carina, senza soffitto senza cucina
    Abbazia – Toscana

Anche nel caso dell’Abbazia di San Galgano ci sono di mezzo storie speciali e film. Intanto, l’Abbazia cistercense è famosa perché non ha il tetto ma solo la struttura muraria, motivo per cui molti turisti scelgono di farci un salto e scattare qualche bella foto. Inoltrei il complesso ospita un eremo che prende il nome, appunto, da San Galgano. Di lui sappiamo che morì nel 1181 dopo essersi convertito passando a una vita eremitica e di penitenza (ovviamente dopo un’esistenza di eccessi). La curiosità relativa a San Galgano è che, arrivato nel punto dove oggi sorge l’eremo, ha infilato la sua spada all’interno di una roccia per fare dell’arma una croce. E di qui i collegamenti ad Artù e al mito della Spada nella Roccia. In effetti un po’ di coincidenze ci sono: in ogni caso oggi, nell’eremo, c'è un masso da cui spuntano un'elsa e un segmento di una spada corrosa dagli anni e dalla ruggine.

 

  • VALLE DEL DIAVOLO – Non sarà l’Islanda ma quasi
    Geyser – Toscana

Ma voi sapevate ci fossero dei geyser anche in Italia? Ebbene sì, in Toscana, più precisamente nella Valle del Diavolo. Il paesaggio, in effetti, è pieno di vapori caldi e roccia che contiene grandi spaccature naturali da cui escono fluidi che possono raggiungere anche i 130°-160°. Sembra che questo paesaggio abbia ispirato Dante per il racconto del suo Inferno: in effetti, già all’epoca, la zona veniva chiamata Valle del Diavolo.

 

  • CIVITA DI BAGNOREGIO – Dove il tempo si è fermato
    Borgo – Lazio

Civita di Bagnoregio è un piccolo, piccolissimo, borgo laziale quasi al confine con l’Umbria. Conta solo 11 residenti ma molti artisti e turisti lo raggiungono per godere della tranquillità e del paesaggio da libro. Per raggiungere il borgo è necessario attraversare un ponte lungo 200 metri che dalla collina più vicina arriva alla porta d’accesso del centro storico.

La storia di questo borgo comincia in epoca etrusca, quando un popolo misterioso aveva colonizzato molte aree del centro Italia. Per secoli gli abitanti di Civita hanno dovuto lottare contro l’erosione e le frane che limitavano l’area del centro storico, realizzando continuamente nuove vie d’accesso alla cittadina.

Il bello è che l’aspetto attuale del borgo risale alla fine del Medioevo e da allora è rimasto quasi intatto: per questo l’impressione che si ha è che, a Civita, il tempo si sia davvero fermato.

 

 

  • PARCO DEI MOSTRI – Dove accadono cose strane
    Parco – Lazio

Lo dice il nome stesso ma il Parco dei Mostri sembra davvero un giardino incantato tanto da essere chiamato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie. Si estende su 3 ettari di terreno, in una foresta di conifere. È stato commissionato dal principe Pier Francesco Orsini dopo la morte della moglie Giulia Farnese, “sol per sfogare il core” (per consolarsi). Orsini ha scelto l’architetto Pirro Ligorio, lo stesso che ha sostituito Michelangelo dopo la sua morte nei lavori a San Pietro. Oggi il parco è un insieme di sculture mitologiche e grottesche e architetture impossibili, che non rispettano le regole della prospettiva. Tra le più famose la Casa pendente, il Drago e l’Ercole. Sappiate che del Parco dei Mostri ha parlato anche quella testa calda di Dalì, e ne ha parlato molto bene. E di Dalì possiamo fidarci.

 

  • CASTELLO ARAGONESE – Un’isola di storie
    Castello – Campania (Ischia)

Il Castello Aragonese di Ischia è uno spettacolo solo a vederlo in foto, figurarsi dal vivo. Si tratta di una fortezza sulla cima di una grandissima roccia, che poi è anche un’isola proprio di fronte alle coste orientali di Ischia. L’origine dell’isola risale a un’eruzione di 300 mila anni fa: infatti si tratta di una bolla di magma che, nei secoli, si è consolidata formando un isolotto di 56 mq di superficie e 113 metri sul livello del mare. La costruzione del primo castello risale al 474 a.C. ma la moderna fisionomia è merito, appunto, degli Aragonesi del 1400. Il complesso contiene diverse chiese, il convento e il cimitero delle clarisse e una Cattedrale con la sua cripta. Oggi il castello è spesso dedicato a mostre d’arte e festival quindi, se doveste farci un salto, date un’occhiata agli eventi in programma.

 

  • VALLONE DEI MULINI – Potevamo forse non nominarlo?
    Valle – Campania

Per noi, che lavoriamo con la farina ogni giorno, il Vallone dei Mulini è uno dei posti più suggestivi di sempre: una valle della costiera sorrentina che deve il suo nome, appunto, alla presenza di mulini per macinare il grano. Vi raccontiamo un paio di cose, parecchio interessanti.  Sorrento in origine era attraversata da tre valli, che i romani avevano unito tra loro. La valle dei mulini ne era il centro, nata 35 mila anni fa da un’eruzione che ricoprì la zona tra Punta Scutolo e Campo di Sorrento. Così i piccoli ruscelli che scorrevano in quella zona iniziarono a scavare una profonda e stretta gola verso il mare. Con l'andare del tempo, per sfruttare le acque di questo torrente, sul fondo della valle venne costruito un mulino, usato per macinare il grano da vendere ai sorrentini. Dopodiché lo stesso mulino servì anche per dare energia a una segheria usata dagli artigiani della zona e un lavatoio pubblico. Di tutto questo complesso, oggi, si possono vedere solo i ruderi, spesso abbelliti da opere e riproduzioni di artisti italiani e stranieri.

 

  • SAVOCA – Un borgo da film
    Borgo – Sicilia

Savoca è considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Arroccato su un colle siciliano conserva origini medievali, rinascimentali e barocche: un viaggio nel tempo insomma. La cittadina è famosa per più di un motivo: il primo sono le diciassette mummie conservate nella cripta del Convento dei Cappuccini su cui molti ricercatori (varie università, National Geographic, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, etc.) conducono, da anni, studi approfonditi. Attorno a queste mummie circolano varie storie e leggende, che ha raccontato perfino Leonardo Sciascia, descrivendo la sua visita a Savoca del 1962. Il secondo motivo di fama è Il Padrino: Savoca infatti è stata la location di quasi tutte le scene del film girate in Sicilia. In ogni caso questo borgo merita anche solo una passeggiata tra le sue stradine, dove si incontrano una sinagoga, un antico carcere, la vecchia curia e tanti palazzi nobiliari.

 

L’Italia è un paese incredibile. Scegliere cosa consigliarvi è stata dura. Se però avete altri posti imperdibili, non esitate a dirceli così li segniamo e corriamo a vederli.

Nel frattempo, buone vacanze; godetevi l'estate e se rimanete in città passate a trovarci (sapete dove): per tutto il mese di agosto siamo aperti con gli orari di sempre (tranne in Cinque Giornate, a Milano, dove chiudiamo fino al 25 agosto. Abbiamo bisogno di un po’ di riposo; in fondo Cinque Giornate è il miscusi più anziano di tutti).

 

Ci vediamo da noi.