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Cose belle da fare a Pavia in un giorno

Tags: Pavia, Cultura, Arte

Compresa tappa pasta da miscusi

Molte sono le cose che accomunano Milano e Pavia. A partire da questo settembre non sarà solo il Naviglio Pavese a unire le due città, ma anche la pasta di miscusi. Abbiamo scelto Pavia perchè è una città tutta da scoprire, con tanta storia alle spalle e con moltissimi studenti fuorisede ad abitarla. Proprio per questo nell’aria si respirano entusiasmo e voglia di divertirsi insieme, ma anche un po’ di nostalgia di casa. Così abbiamo pensato fosse il posto perfetto per noi, per farvi sentire a casa anche lontani dalle vostre famiglie.

Nel frattempo, noi a Pavia ci abbiamo passeggiato tanto: l’abbiamo conosciuta e abbiamo chiesto consigli in giro. Così, come al solito, ne è uscita una piccola guida di cose belle da fare, questa volta a piedi e in un solo giorno.

 

 

9h00 - COLAZIONE: che più pavese di così non si può

La pasticceria Vigoni è dal 1878 al servizio dei golosi. Si tratta della più antica pasticceria cittadina. Se capitate qua non potete non provare le sue specialità: la Torta Paradiso, detta anche torta Vigoni, e il Visconteo. Il Visconteo ricorda il panettone ma al suo interno troverete l’albicocca candita e non l’uvetta. Se oggi l’albicocca ci sembra un frutto comune, in passato si trovava solo sulle tavole dei nobili (Visconti compresi) perché era un frutto esotico, importato da Oriente. Queste chicche dovete provarle entrambe, poi fateci sapere la vostra preferita.

 

 

9h45 - CERTOSA DI PAVIA: una certezza a pochi chilometri dal centro

Tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita della Certosa di Pavia. Ma sappiamo veramente che cosa sia? E soprattutto, perché si chiama “certosa”? Allora, una certosa non è altro che un monastero di monaci certosini, uno dei più rigorosi ordini monastici della Chiesa Cattolica. La cosa curiosa è che tutte le certose devono essere costruite sul modello della prima, situata a Chartreuse (in Francia): lungo il chiostro maggiore le abitazioni dei monaci; lungo il chiostro minore la Chiesa, la sala del capitolo e il refettorio.

La prima pietra della Certosa di Pavia è stata posata nel 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, e la costruzione è stata completata solo nel XVII secolo. Il risultato? Un sovrapporsi di stili architettonici, frutto del genio di artisti e abili artigiani. Non siamo qui per farvi una lezione di storia dell’arte, ma possiamo assicurarvi che una visita è d’obbligo, anche perché la Certosa di Pavia si trova giusto a quindici minuti di macchina dal centro di Pavia (e quindi da miscusi).

 

11h00 - CAFFE: tra i cortili dell’Università di Pavia

Dopo tanta cultura avrete sicuramente bisogno di una bella ricarica di zucchero e di caffeina. Il posticino ideale è il Caffè all’Università, che si trova in uno dei tanti cortili dello storico edificio dell’Università degli Studi di Pavia. Se avete voglia, andate al dipartimento di Lettere e Filosofia e troverete il famoso Cortile delle Statue, che ospita le statue dei personaggi che hanno fatto la storia dell’Ateneo (che è il più antico della Lombardia e uno dei più antichi d’Europa).

Il cuore pulsante dell’Università è piazza Leonardo da Vinci, dove si trovano le tre torri universitarie. Infatti, Pavia è soprannominata “la città delle cento torri”. Di sicuro le torri non sono cento, ma diciamo che sono molte. La leggenda narra che chi avrebbe costruito la torre più alta della città, sarebbe diventato il padrone di Pavia. Forza e coraggio, siete ancora in tempo per costruirne una. 


L’Università di Pavia è proprio un gran bel posto. Ha addirittura un Orto Botanico, un tempo utilissimo per gli studenti di medicina. Qua troverete uno splendido roseto, degli arbusti di tè, orchidee, fiori esotici e varie piante originarie della pianura lombarda. Ci sono tantissime specie protette e rare che, anche se non avete il pollice verde, vale la pena vedere.

 

 

12h45 - STATUA DELLA MINERVA: universitario non guardare!

Ora una nota per gli studenti all’ascolto: se ancora non siete laureati, evitate di guardare la Minerva negli occhi. Studente avvisato, mezzo salvato. La statua in questione si trova al centro di Piazza della Minerva, appunto, non lontano dall’Università. La statua risale all’epoca fascista ed è opera di Francesco Messina, lo stesso che ha realizzato il famosissimo cavallo di bronzo della Rai. Per gli antichi romani Minerva era la dea della sapienza e della guerra. In tutte le rappresentazioni, la Dea tiene la lancia rivolta verso l’alto in segno di trionfo, invece nella Minerva di Pavia la punta della lancia è rivolta verso il basso. Un errore di costruzione? Noi siamo d’accordo, piuttosto, con chi sostiene che la scelta di montarla “al contrario” stia ad indicare l’eccellenza della cultura rispetto a quella delle armi.

 

13h30 - PRANZO : miscusi, è ora della pasta

Sentite questo rumorino? È lo stomaco che brontola, giustamente. Per il vostro meritato pranzo dovrete fare giusto due passi. Quelli che bastano per attraversare Piazza della Vittoria e arrivare da miscusi, in Piazza Duomo 14. Da noi, per chi già non lo sapesse, la pasta è fresca e tutta italiana. Nel nostro menù troverete tanti formati, i condimenti della tradizione italiana e anche qualcosa in più. È difficilissimo scegliere ma, tranquilli, noi siamo aperti tutti i giorni della settimana, sia a pranzo sia a cena. Quindi avete tutto il tempo per provare tutto.

In più ogni settimana troverete un piatto fuori menù che è un po’ come quel piatto che vi prepara all’ultimo la nonna perché al mercato ha trovato quei due o tre ingredienti giusti, di stagione, che erano troppo belli (e buoni) per lasciarli lì.

 

14h30 – PAVIA STORICA: Palazzo del Broletto e il Castello Visconteo

Dopo esserci coccolati con un piatto di pasta è ora di rimettersi in cammino che Pavia è piena di cose belle e non c’è un momento da perdere. Percorrendo la Strada Nuova si raggiunge Piazza della Vittoria, la piazza principale da vedere a Pavia. A chiudere la piazza troviamo il Palazzo del Broletto, lo storico palazzo del Comune. Negli anni il complesso ha avuto diverse destinazioni d’uso: carcere, scuola femminile, Camera del Lavoro, Casa del Fascio e scuola media. Dal cortile interno si può vedere un particolare del Duomo di Pavia degno di essere fotografato (mandateci i vostri scatti!). Nel Palazzo del Broletto sono spesso organizzate mostre temporanee, quindi provate a entrare e curiosare.

Visto il Palazzo del Broletto non si può non andare al Castello Visconteo. Se non avete tanta voglia di visitare i Musei Civici, è comunque bello passeggiare per suoi giardini, camminare lungo il vecchio fossato e raggiungere la pace dei sensi. Ricordatevi di percorrere il lungo porticato decorato, che un tempo era collegato alla Certosa di Pavia, che si trova a 7-8 km dalla città.

 

15h30 - UN PO’ DI BEGLI ACQUISTI : non di soli vestiti vive l’uomo (e la donna, ovvio)

Una strada molto cara ai pavesi è Corso Garibaldi, che da Strada Nuova si allontana verso la periferia della città. Qui sono presenti diversi negozi di "storica attività”: antiche farmacie, storici alimentari, valigerie e molto altro ancora.

Questi i nostri preferiti:

- Libreria Cardano: dal 1984 l’arte a Pavia
Se siete degli instancabili romantici e per voi non c’è profumo migliore di quello della carta stampata, non potete non entrare nella Libreria Cardano. È una libreria e casa editrice di nicchia dove non troverete “solo” libri di qualità, ma anche presentazioni di libri, mostre d’arte e iniziative culturali. Una parte di questa stupenda libreria è dedicata all’oggettistica d’autore: gioielli particolari, oggetti unici e creazioni di artigiani locali. Se non ci trovate siamo qui.

-  Fattoria Sociale Balancin : un’agricoltura sociale e inclusiva
La fattoria Sociale si basa sul concetto di agricoltura sociale, appunto, che favorisce il reinserimento nella società di persone svantaggiate, facendole stare a stretto contatto con l’ambiente rurale. I prodotti di punta sono biscotti, latticini, miele, riso, vino e olio d’oliva. Fare del bene non è mai stato così semplice.

Il Glicine : quando la creatività prende il sopravvento
La parola “handmade” letteralmente vuole dire "fatto a mano " e il tutto parte dai materiali, che vengono selezionati appositamente per essere modellati, tagliati, cuciti, dipinti a mano e assemblati. Il Glicine è questo, abbigliamento, biancheria e cosmesi naturale, tutto fatto a mano con prodotti di grande qualità (ci sono addirittura le sneakers dipinte a mano! Basta scegliere il soggetto ed è fatta).

- Bonomi Ottavio Liutaio: alla scoperta dell’artigianato pavese
La liuteria è l'arte della progettazione, della costruzione e del restauro di strumenti a corda, ad arco (come i violini) e a pizzico (come le chitarre). Ecco, in questa bottega vengono realizzati strumenti artigianali ad arco con la massima cura e secondo la tecnica classica cremonese.

 

17h00 - MERENDA: uno spuntino “vecchia scuola”

Qui stiamo parlando di una chicca, un localino che è una vera e propria istituzione: la Gelateria Latteria Da Cesare . Una volta entrati vi sembrerà di fare un passo indietro nel tempo visto l’arredamento retrò da bar della stazione anni Sessanta. Nonostante le apparenze semplici Da Cesare è un ottimo indirizzo per una cioccolata calda con panna o con crema di zabaione d’inverno, ed è il paradiso del gelato, rigorosamente artigianale, in estate. Non ci sono tanti segreti dietro le loro ricette. Quando la materia prima è ottima e la si tratta bene, la bontà è assicurata. Assaggiare per credere.

 

17h45 – PASSEGGIATA VISTA TICINO: Ponte Coperto e Borgo Ticino (con tappa alla Linguacciona)

Ora è giunto il momento di attraversare a piedi il famoso Ponte Coperto, che deve il suo nome alla sua struttura imponente, formata da 5 arcate. I bombardamenti del 1944 lo hanno distrutto e quello di oggi è frutto della ricostruzione del 1949. Anche Albert Einstein è passato di qui: verso la fine del ponte, provate a cercare la targa commemorativa nella parete in alto a sinistra. Se è una bella giornata e se siete fortunati riuscirete anche a vedere nel fiume qualche “barcè”, ovvero le tipiche barche pavesi a un solo e unico remo.

Attraversato il ponte vi trovate sull’altra sponda del Ticino, che attraversa la città di Pavia. Per essere precisi, vi trovate nel quartiere Borgo Ticino. Imperdibile è il monumento alla Lavandaia, un omaggio alle donne che venivano qui a lavare i panni. Superato il monumento, potete continuare lungo la caratteristica via Milazzo, colorata dalle facciate delle case tipiche. Un tempo qui sorgeva il borgo dei "lavoratori del fiume": non solo lavandaie, ma anche barcaioli e pescatori.

La casa più bella di via Milazzo apparteneva all’imprenditore Bergonzi. Le lavandaie, che ogni giorno andavano sul lungo fiume per lavare i panni, sparlavano del Bergonzi ed erano certe che da lì a poco i creditori avrebbero portato via quella bella casetta al Bergonzi. L’imprenditore, stanco di sentire ogni giorno quei pettegolezzi, ha fatto scolpire sulla facciata di casa sua un volto di donna, con la bocca aperta e la lingua di fuori (soprannominata La Linguacciona, appunto). Quando è troppo è troppo, bravo Bergonzi! Se volete farvi due risate, trovate La Linguacciona al civico 193.

 

19h00 - AREA VUL E PONTE DELLA LIBERTA’: tra il verde e le luci notturne

Ora dovrete ripercorrere via Milazzo nel senso opposto e raggiungere l’Area Vul. Negli anni del dopoguerra tutti volevano dimenticare le bruttezze e le violenze e così è nata quest’area verde. Al centro del parco un tempo sorgeva il Bar San Carlo, ritrovo della Pavia bene. Oggi non ci sono locali ma è comunque un parco molto frequentato. È facile da raggiungere e costeggia la riva destra del Ticino tra il Ponte Coperto e il Ponte della Libertà. Dal 2014 il Ponte della Libertà viene illuminato, di notte, con luci di colore blu e rosa, che sono opera dell’artista Marco Lodola. Il risultato è veramente suggestivo.

 

20h00 - UNA SPECIALITÀ  PAVESE: il Miccone, non un semplice pane

Dopo aver tanto camminato vi sarà sicuramente salito un certo languorino. In pochi sanno che la specialità enogastronomica più famosa dell’Oltrepò Pavese, e quindi anche di Pavia, è il Miccone. Il Miccone è un pane bianco composto da farina di grano tenero, acqua, lievito e sale. La sua lavorazione è abbastanza lunga e complessa e prevede ben due fasi di lievitazione. Il risultato è un pane molto fragrante, che riesce a mantenersi morbido per addirittura una settimana.

Per assaggiare questa specialità noi vi consigliamo Il Miccone (un nome a caso insomma). Qua troverete sia la versione tradizionale, ovvero farcita con salumi e formaggi del territorio, sia le versioni “più contemporanee”. A noi hanno incuriosito molto il “Fora de suca” con coppa, crescenza, confettura di zucca di Dorno e insalatina e il “Sombrero”, con guacamole, salsa piccante e rapanello. Se volete sentirvi dei veri pavesi, accompagnateli con della buona Bonarda, il vino DOC della provincia di Pavia.
 

 

21h30 - UN COCKTAIL BAR UNICO: il posto giusto in cui mettere le radici

La giornata è ormai volta al termine ed è giunto il momento di sedersi, rilassarsi e farsi preparare qualcosa da bere da Teo Stafforini, al Radici. Dopo un biennio a Milano Teo è ritornato a casa, in un locale tutto suo, che ha deciso di chiamare Radici, perché proprio a Pavia affondando le sue radici (tipo le nostre che affondano nella pasta fresca delle nostre nonne). Il locale è tanto piccolo quanto accogliente. Questa l'idea di miscelazione di Teo: Semplice, ma non semplicistica; senza il desiderio di stupire; fatta di tanti home made; con pochi ingredienti per cocktail; alla ricerca di un equilibrio che è alla base della miscelazione”.

Infatti la lista dei cocktail è veramente corta, perché ormai sappiamo che è meglio poca quantità ma tanta qualità. Immancabile è il cocktail Radici, di cui vi lasciamo anche la ricetta, se mai voleste cimentarvi in una sua versione casalinga:

  • 2 once (generose) di rum infuso all'olio evo
  • 2/3 oncia di succo di limone e lime 
  • 1/3 oncia di succo di pompelmo 
  • 2/3 sciroppo di zucchero di muscovado
  • 1/3 oncia liquore all spice e pimento 

LA NOSTRA AVVENTURA PAVESE

Riguardo a noi, invece, dopo due anni, cinque ristoranti a Milano, uno a Torino e uno a Bergamo, siamo arrivati anche a Pavia e noi non potremmo essere più felici di così, emozionati come quando si organizza una festa a sorpresa per la propria persona preferita. Pavia è una signora gentile. Noi, per rispettarla, abbiamo scelto di aprire in silenzio, in maniera discreta, lunedì 23 settembre. Giovedì 3 ottobre, però, inauguriamo ufficialmente la nostra casa pavese. Vogliamo che tutto sia grandioso per voi, quindi abbiamo schierato le nostre forze speciali (e anche qualcuna in più): mamme pastaie, Boys Boys Toys (ovvero Leo Pari e Marco Rissa dei The Giornalisti) alla consolle e ovviamente la nostra pasta fresca.

Noi vi aspettiamo il 3 ottobre ma anche tutti gli altri giorni, dopo un bel giro a piedi per tutta la città saremo prontissimi a farvi recuperare tutte le energie.

 

La miscusi family

 

 

COMPAGNI DI VIAGGIO A FIRENZE: una canzone, un libro e un film

Canzone:  Ciao Pavia di Gianni Morandi
Libro:  Il pavese errante: una storia pavese d'oggi di Mino Milani
Film: Il Cappotto di Alberto Lattuada