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Cinque motivi per cui amiamo la pasta così tanto

Tags: pasta, good carbs, dieta

E la ricchezza della Dieta Mediterranea

Tutto è iniziato una mattina di luglio con una chiacchierata. Abbiamo invitato nella nostra Farm il Professor Agostino Grassi, per parlare di alimentazione, stili di vita e modelli alternativi di produzione

 

Ormai ci conoscete e lo sapete: per noi miscusi non è solo un ristorante ma una vera e propria famiglia, unita dalla convinzione che per vivere bene sia necessario mangiare bene. Anche per questo abbiamo inaugurato la Farm, un progetto nato dall’esigenza di rispondere a una domanda urgente: “Cosa daremo da mangiare a 10 miliardi di persone nei prossimi 30 anni?”. 

Rispondere non è semplice, per questo scegliamo ogni giorno di farci affiancare da esperti che possano aiutarci a crescere e perfezionare i nostri obiettivi. I grandi cambiamenti iniziano con piccoli gesti e anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare la differenza

 

 

Agostino Grassi, appunto, è tra i professionisti che hanno scelto di accompagnarci in questo percorso: è un nutrizionista di fama mondiale che collabora, tra le altre cose, con l’Università di Foggia, in particolare con la cattedra di Endocrinologia. In più è Segretario della Fondazione Dieta Mediterranea, l’Ente Nazionale che si occupa di promuovere e divulgare i principi che caratterizzano la Dieta mediterranea

Secondo lui, infatti, l’alimentazione seguita delle popolazioni del Mare Nostrum (a base di pasta, pane, frutta, verdura, pesce, legumi, olio extravergine di oliva e pochissima carne) è un toccasana contro l’aumento del peso, contro la probabilità di contrarre malattie cardiovascolari e non solo: è un regime che ci mantiene in salute a lungo, aiutandoci a invecchiare con successo. 

Ma torniamo alla chiacchierata di quella mattina di luglio: è stata una giornata intensa, immersa nella natura, nel luogo che diventerà presto il centro della nostra produzione, ed è stato come tornare indietro nel tempo. Sì, perché ascoltare Agostino raccontarci del Mediterraneo, la culla della nostra civiltà e dei popoli che l’hanno abitato ci ha fatto sentire di nuovo un po’ studenti. In più la nostra Farm si trova in una campagna così autentica da farci sentire davvero in un altro mondo. 

Grazie ad Agostino abbiamo approfondito e compreso pensieri che sono stati alla base dell’idea di miscusi: abbiamo discusso dell’importanza della pasta come alimento non solo da un punto di vista nutrizionale ma anche culturale, economico ed ecologico. Insomma, alla fine della conversazione ci siamo sentiti ancora più sicuri di aver scelto la strada giusta. 

 

 

Certo, per noi questi sono punti saldi ma sappiamo anche che molte persone sono ancora condizionate da alcuni falsi luoghi comuni che ruotano intorno alla pasta

Per dirne alcuni: la famosa lotta ai carboidrati che si è diffusa con la moda delle diete low carbs, che poi si sono rivelate uno specchietto per le allodole per chi voleva dimagrire in breve tempo perché sì, permettono di perdere peso velocemente ma anche di riacquistarlo, alla fine della dieta, altrettanto velocemente. 

Diciamo che la comunicazione, il marketing, il bombardamento mediatico hanno trasformato alcune credenze in verità assolute che, con il passare del tempo, si sono sedimentate nel senso comune, senza avere però alcun reale fondamento.

 

Falsi miti sulla pasta

Quello che abbiamo voluto fare, quindi, è stato sfatare alcuni falsi miti legati alla pasta e, soprattutto, fare un piccolo promemoria dei cinque motivi (tra i tanti) per cui la amiamo così tanto.  

1. La pasta non fa ingrassare 

Questo falso mito nasce negli anni ’90 con le diete low carbs, appunto, che prevedono un basso apporto di carboidrati (che solitamente dovrebbe aggirarsi tra i 30 e i 120 grammi giornalieri). 

Partiamo da un semplice presupposto: qualsiasi alimento, se ingerito in quantità eccessive, comporta un aumento di peso. In generale, bisognerebbe mangiare molto meno rispetto alle nostre abitudini. Dire che la pasta faccia ingrassare, però, non è del tutto vero. Anzi: la pasta è un alimento con un basso indice glicemico. Cosa vuol dire? In altre parole significa che la pasta distribuisce il glucosio più lentamente all’interno del nostro organismo, facendoci sentire sazi più a lungo e riducendo il bisogno di assumere altre calorie. 

Senza contare, poi, che a differenza di tanti cibi “dietetici” (dalle gallette di riso alla bresaola, solo per citarne alcuni) la pasta è nutriente: accompagnata con un condimento di verdure, con olio a crudo e con frutta secca, è un pasto completo che permette di ottenere tutto l’apporto calorico ed energetico di cui un individuo ha bisogno. 

2. Si può mangiare la pasta a cena 

Quante volte ci siamo sentiti dire che i carboidrati si mangiano a pranzo mentre le proteine a cena? Quante volte abbiamo trascorso il tempo a decidere cosa mangiare perché la pasta no, di sera è meglio evitare. Per non parlare di tutte le spaghettate di mezzanotte a cui abbiamo rinunciato. 

Che poi, riuscite a pensare a qualcosa di più bello del ritrovarsi tutti insieme per una cena, tra piatti di pasta e bicchieri di vino? Ecco la buona notizia: mangiare la pasta di sera non ha controindicazioni. Il che significa che non fa male e neanche fa ingrassare. 

Sempre per il principio del basso indice glicemico la pasta, scolata al dente, è più facile da digerire rispetto a una bistecca, per esempio. Inoltre favorisce la sintesi della melatonina (l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia e che aiuta a dormire bene) quindi contribuisce a ridurre l’insonnia e a limitare gli attacchi di fame notturni, che sono tra le principali cause di obesità. 

In pratica, cenare con un bel piatto di pasta, rigorosamente con un condimento leggero, concilia il sonno e garantisce sogni d’oro. 

Inoltre, se siete sportivi,  è consigliato  assumere carboidrati a basso indice glicemico (tra cui la pasta, appunto) sia prima, sia durante, sia dopo l'attività motoria. In particolare, mangiare pasta la sera, dopo aver appena finito un allenamento, è importante per ripristinare le perdite energetiche subite a seguito dello sforzo fisico. 

 

 

3. La pasta mette di buon umore 

La pasta unisce e rende felici” è una frase che avrete letto tante volte. L’abbiamo scritta all’interno dei nostri ristoranti, sui nostri social e ce la ripetiamo ogni giorno. E non solo perché è un bel modo di dire, ma soprattutto perché la pasta ha veramente il potere di influenzare il nostro umore. Questo perché stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone della felicità, che riduce ansia e stress aiutandoci a mantenere l’equilibrio psicofisico. 

 

 

4. Fa bene al cuore… 

Proprio nel vero senso del termine perché, mantenendo basso il livello di trigliceridi nel sangue, allontana il rischio di malattie cardiovascolari. 

5. … e al cervello 

Scegliere un buon piatto di pasta al posto di un alimento proteico come la carne è preferibile perché la presenza di grassi animali determina un aumento della dislipidemia, causa, tra le altre cose, di aterosclerosi e demenza senile. 

 

 

Ci fermiamo qui, ma vi assicuriamo che la lista dei motivi potrebbe continuare: potremmo dire, ad esempio, che il costo della pasta la rende un cibo economico e accessibile a tutti.

O ancora, che la coltivazione del frumento incide in modo marginale sul totale delle emissioni di anidride carbonica e che quindi la produzione della pasta ha un impatto molto meno violento sull’ambiente rispetto ad altre produzioni industriali: pensate che per produrre un chilo di pasta un pastificio non usa più di tre litri d’acqua e che i materiali utilizzati per l’imballaggio, come il cartoncino o il film plastico, sono immediatamente riciclabili. Anche a tavola, poi, la pasta è un alimento perfetto per evitare piccoli sprechi di cibo quotidiani perché può essere sfruttata per accompagnare avanzi di ogni tipo (verdure o carne) trasformandosi in un piatto buono e sostanzioso.  

E infine ci sono i motivi affettivi, da non sottovalutare.

Lo diciamo spesso e ci crediamo davvero: per noi la pasta è una domenica trascorsa in famiglia, un rito che si tramanda di generazione in generazione, un gesto che racchiude i nostri ricordi preferiti. È un cibo che un po’ ci rappresenta, che racconta chi siamo, ed è anche per questo che sì, ci piace così tanto.