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Ristoranti Contro la Fame: c'è anche miscusi

Tags: progetti, ristoranti, beneficenza

CONDIVIDI IL TUO PIATTO CON IL MONDO 

Ci sono piatti buoni, ma ce ne sono alcuni che lo sono un po’ di più. Si chiamano piatti solidali e fanno parte della campagna Ristoranti contro la Fame a cui, quest’anno, partecipa anche miscusi. E ne siamo molto fieri.   

Insieme a noi L'Ov Milano, Ratanà, Osteria con vista, Fratelli la Bufala, Lungarno Collection e Pescaria

 

AZIONE CONTRO LA FAME – Il cibo è un diritto umano 

Dopo anni passati a osservare il lavoro di Azione Contro la Fame quest’anno abbiamo preso parte a uno dei loro grandi progetti. Noi ci crediamo molto e, siccome riguarda anche voi, vogliamo raccontarvelo meglio.   

Intanto, Azione Contro la Fame è un’organizzazione nata nel 1979 in Francia per rispondere all’emergenza in Afghanistan. I fondatori sono intellettualimedici, giornalisti e scrittori che hanno scelto di dedicare le loro energie a un’unica grande causa, spesso scontata ma indispensabile: quella della fame nel mondo

A sentirla così sembra dire tutto e niente, abituati come siamo alle frasi fatte ma, per darvi qualche numero, la malnutrizione è la minaccia più grave per la sopravvivenza dei bambini: nel mondo in 52 milioni soffrono di malnutrizione e ogni anno più di 3 milioni di bambini muoiono per cause legate alla fame.  

Sono numeri enormi, che per noi sono diventati ancora più reali quando li abbiamo sentiti raccontare da chi, nelle missioni in cui agisce Azione Contro la Fame, c’è stato e ci ha lavorato.   

  

 

RISTORANTI CONTRO LA FAME - Un aiuto per “il popolo meno voluto al mondo” 

Ogni anno ACLF organizza la campagna Ristoranti Contro la Fame che, per tre mesi, coinvolge più di 150 chef e locali in tutta Italia per raccogliere, con i propri piatti solidali, fondi a sostegno delle attività di Azione Contro la Fame nel mondo. Lo scorso anno i ristoranti, insieme, hanno raggiunto la cifra di 100.000 € che è stata destinata al campo profughi di Cox’s Bazar, in Bangladesh, dove più di 900.000 profughi Rohingya in fuga dal Myanmar si sono rifugiati dal 2017 a oggi. 
 

 

Rohingya sono un’etnia di religione islamica che da secoli vive in Birmania, l’attuale Myanmar, un Paese a maggioranza buddista. Fanno parte degli strati più poveri della popolazione e sono, da troppi anni, privati dei diritti fondamentali: non hanno il diritto di cittadinanza, il permesso di viaggiare, di possedere terreni, di avere più di due figli e di usufruire dei servizi statali (come la sanità e l'educazione), vivendo in campi sovraffollati all’esterno della città di Sittwe. Per questo i Rohingya sono descritti come l’"etnia più perseguitata" e come "il popolo meno voluto al mondo". 

Dal 1978 questo popolo subisce violenze e discriminazioni da parte dello stato Birmano: arresti arbitrari, stupri e incendi delle loro case. Nel 2017 gli scontri si sono nuovamente inaspriti, portando i Rohingya a fuggire in Bangladesh e rifugiarsi in campi profughi già affollatissimi.

 

 

Il campo di Cox’s Bazar è un’immensa tendopoli in cui vivono ufficialmente quasi 600.000 persone ma ufficiosamente, secondo le Nazioni Unite, più di un milione. Il terreno su cui si estende era, fino a pochi anni fa, una grande foresta. Oggi, per sopperire alla necessità di materiali e aree edificabili, si è ridotto a una distesa di fango e baracche. Le strade del campo sono tutte uguali: polverose, sporche e puzzolenti. L’acqua potabile, il cibo e le cure scarseggiano e il 60% delle persone che vivono in queste condizioni sono bambini, molti orfani o separati dalle loro famiglie durante la fuga.  

Per questo Azione Contro la Fame, presente in Bangladesh dal 2007, ha deciso di fare un lavoro trasversale per aiutare la popolazione Rohingya: con 18 centri nutrizionali monitora la crescita dei bambini e la salute delle mamme; la mensa serve più di 5000 pasti al giorno; attraverso il dialogo sostiene psicologicamente le donne e gli uomini che vivono nel campo e che portano con sé le sofferenze di un popolo perseguitato da sempre.  

Inoltre, fornisce accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, evitando la diffusione di malattie ed epidemie e, con finanziamenti e molto lavoro di squadra, aiuta lo sviluppo di piccole attività all’interno del campo. Così, con gesti grandi e tanto ascolto, ogni giorno salva la vita di decine di rifugiati

Ciò che di più bello c'è in questa storia è la certezza che le persone, tutte, abbiano la resilienza che serve a sopravvivere di fronte a una crisi. Nei racconti di Azione Contro la Fame ci sono sorrisi, bambini che giocano a pallone, uomini che si reinventano aprendo piccoli chioschi e attività all'interno del campo. Ci sono storie di unione, di forza e di supporto reciproco. E questi sono i valori in cui miscusi crede e che vogliamo continuare a sostenere. 

 

 

LA BURRATA SOLIDALE DI MISCUSI – Condividi il tuo piatto con il mondo 

Noi siamo molto fieri di essere parte di un progetto così grande e, per farlo, abbiamo deciso di partire dalla condivisione, un’altra volta. Per questo il nostro piatto solidale è la burrata, perché è nata per essere divisa con gli amici, nell’attesa di una carbonara per esempio.

Fino al 31 dicembre ogni volta in cui ordinerete la burrata in un ristorante miscusi aiuterete Azione Contro la Fame. E ormai avete capito che cosa significa.  


Il costo della burrata sarà sempre lo stesso ma la nostra donazione sarà proporzionale alle vendite. Quindi contiamo sulla vostra voglia di condivisione. 

 


QUALCOSA IN PIÙ  

Se vi va di approfondire questa storia vi lasciamo qui un po’ di consigli:      

  • Tra le donne Rohingya vittime della violenza: le voci delle donne scappate dal Myanmar e rifugiate nel campo profughi di Kutupalong, scritte da Davide Lemmi.

  • Marco Restelli per Azione Contro la Fame: giornalista ed esperto di Asia e cultura orientale, Marco Restelli è stato nel campo profughi del Bangladesh e l’ha raccontato con un piccolo video. Presto la sua esperienza verrà raccontata in un reportage su L’Espresso.  

  • Wordpress Photo 2017: Kevin Frayer ha vinto il 2° Premio Reportage del concorso Wordpress Photo 2017 con i suoi scatti di profughi Rohingya in Bangladesh.  

 

 

Parliamo di cibo ogni giorno: ora proviamo a farlo per aiutare gli altri. Perché i grandi cambiamenti nascono dai piccoli gesti. 

I nostri sharing table aspettano voi, questa volta per condividere il vostro piatto con qualche persona in più.