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La pasta: da sempre un'ispirazione, a tavola e nell'arte

Tags: world pasta day, eventi, arte, cinema, musica

La Giornata Mondiale della Pasta raccontata con l'arte

Domani, 25 ottobre, è il World Pasta Day. Questa ricorrenza è nata a Napoli (e dove se no?) nel 1998, esattamente vent’anni fa.  
Noi, lo sapete, festeggiamo la pasta ogni giorno mettendola al centro della nostra tavola e ricordandovi tutti i suoi pregi: aiuta a dormire, rende felici stimolando la produzione di sostanze antidepressive nel nostro corpo, favorisce la dieta perché aumenta e prolunga il senso di sazietà. E poi è uno dei piatti più buoni del mondo, e questo già dovrebbe bastare.  

Oggi, però, è un giorno speciale e la pasta merita degli auguri all’altezza. 
Da sempre ispirazione dei più grandi cuochi del mondo, è stata anche musa di registi, compositori e artisti. E per il 20esimo World Pasta Day noi abbiamo raccolto le nostre creazioni preferite. 
  

LA PASTA NELL'ARTE 

Esiste l’arte di fare la pasta, ed esiste la pasta nell’arte. E non vi immaginate quanta sia. 

 

Olimpia Zagnoli – How yo eat spaghetti like a lady 

Olimpia Zagnoli disegna una serie di donne: ognuna di loro mangia un piatto di spaghetti, ma tutte lo fanno in modo anticonvenzionale. Una ribellione a forma di illustrazione per dire che “è proprio quando le donne fanno ciò che non dovrebbe essere fatto, che creano nuovi percorsi e nuovi linguaggi. Ci sarà così la donna che mangia i suoi spaghetti a letto, quella che li mangia al contrario, quella che li intreccia con i suoi capelli, e così via”.  La serie di Olimpia Zagnoli si ispira alle fotografie di Alfred Eisenstaedt, pubblicate nel 1942 sulla rivista americana Life. Gli scatti mostrano passo dopo passo come una ragazza dalle buone maniere dovesse arrotolare e mangiare gli spaghetti. Dopo Settant’anni Olimpia Zagnoli reinterpreta l’identità femminile, sovvertendo regole ormai superate e raccontando l’importanza di essere sempre, sinceramente, sé stesse. 

 

James Rosenquist – un’ossessione per gli spaghetti  

James Rosenquist, pittore statunitense e padre della Pop Art insieme a Warhol e Lichtenstein, ha sviluppato, nella sua carriera, una specie di ossessione per gli spaghetti, affascinato com’era dal loro essere ordinati e geometrici prima, ancora crudi, e annodati dopo, una volta cotti, buttati e rigirati nell’acqua bollente. Lui negli spaghetti ci vedeva una metafora e un’opera già finita, con quel turbinio di colori tipico di un quadro astratto. Questa sua ossessione, Rosenquist, l’ha tradotta in così tanti manifesti, tele e litografie da non riuscire a raccontarvele tutte. Quelle che ci hanno colpito di più, però, sono: 

  • I love You with my Ford, un dipinto diviso in tre sezioni orizzontali: spaghetti, una donna che sussurra all’orecchio di un uomo, una Ford. Come al solito, per Rosenquist, le diverse parti dell’opera parlano tra di loro, denunciando il consumismo e la sessualità di quegli anni. 
  • F-111, un’opera dalle dimensioni incredibili, 3 metri di altezza per 26 di larghezza, così grande da riempire un’intera sala del MoMa di New York e divorare lo spettatore, come se il piatto di spaghetti fosse proprio lui.  

 

Linda Miller Nicholson – L'arte di fare la pasta 

Linda, su Instagram saltyseattle, è un artista-pastaia tutta particolare. Con un po’ di acqua, farina e verdure crea opere multicolore che sembrano fotografie. L’idea è nata, come le migliori del resto, da una necessità reale: quella di convincere i suoi figli e mangiare le verdure. Il risultato sono composizioni di pasta degne di un museo, tanto da aver riprodotto anche grandi opere come “La ragazza con l’orecchino di perle” di Verneer e “Notte stellata” di Van Gogh. 

 

 

LA PASTA E IL CINEMA  

Cinema e pasta sono forse il binomio più riuscito, così tanto riuscito da avere un genere chiamato Spaghetti Western. Il nome è stato inventato negli anni Sessanta negli Stati Uniti, dove noi italiani eravamo già famosi per la nostra cucina, per indicare film western girati in Italia con attori italiani, spesso giovani e ancora semi-sconosciuti. I budget erano spesso molto bassi e i mezzi poveri, ma nonostante questo i risultati sono stati grandissimi, e basta vedere un film di Sergio Leone per accorgersene.  

Ma la pasta non si ferma al western ed è protagonista di altre tantissime scene di film. Le nostre preferite sono: 

 

Lilli e Il vagabondo

Siamo sicuri che abbiate visto questa scena in loop per così tante volte da non dovervela spiegare. Però rimane una delle più belle di sempre, a ricordarci di quanto le cose semplici riescano a unire anche i mondi più lontani. 

 

Mangia, prega, ama   

Musica di Mozart, Location Roma e Julia Roberts come protagonista. Non vogliamo spoilerare troppo a chi non ha visto il film ma, chi almeno una volta nella vita ha fatto un viaggio da solo, chi ha lasciato una situazione che lo soffocava e chi, finalmente, ha trovato un posto in cui sentirsi a casa la capirà.  

 

Miseria e Nobiltà 

Una delle scene più potenti di tutte è quella della famiglia Sciosciammocca, seduta intorno a un tavolo spoglio, povera e affamata. Quando tra loro, arrivano gli spaghetti al pomodoro, esplode negli occhi di tutti un’euforia incontrollabile. La scena si conclude con i protagonisti che mangiano con le mani, in piedi sul tavolo. Oltre a essere una dimostrazione della grande arte di Totò, questa scena è uno spaccato della società italiana degli anni ‘50, quando il cibo era davvero un’ossessione e un piatto di pasta un grande momento di felicità. 

 

 

LA PASTA NELLA MUSICA 

Le canzoni che parlano di pasta sono così tante che abbiamo deciso di metterle tutte insieme in una Playlist. Vi diciamo comunque quali sono le nostre preferite: tanto siamo tra amici quindi diamo per scontato che vi interessi.  

PESTO – Calcutta 

Ci piace perché racconta il nostro tempo confuso e disilluso, ma lo fa con la semplicità di una chiacchierata, davanti a un piatto di pasta al pesto appunto.  

LA DIETA – Luca Barbarossa

Ci piace perché racconta la cucina come qualcosa di più del semplice posto in cui far da mangiare ma come specchio di amori, momenti tristi e piccole mancanze di equilibrio. Il videoclip, poi, è un piccolo film diretto da Paolo Genovese e i cui protagonisti sono Marco Giallini e Anna Foglietta. Poteva forse non conquistarci?  

CANZONE PICCOLA – Jovanotti

Ci piace perché parla di valori semplici, “di caffettiere, di cartoline, di pasta e ceci”. E queste sono le cose in cui crediamo noi, e che voi trovate in tutte le case miscusi.  

 

Vi lasciamo festeggiare il World Pasta Day come più vi piace: davanti a un film di Totò, ascoltando le nostre canzoni, oppure (scelta consigliata) venendo da miscusi a mangiarvi una carbonara in famiglia (che, come potete immaginare, è il piatto preferito dagli italiani).  

La tavola è apparecchiata. Vi aspettiamo.